AL TELEFONO CON ANDREA ANTONINI
PERCHÉ BERLINO?
Ero stanco dell'Italia, ero stanco di occuparmi di libri e di musica in un paese nel quale i libri contano meno di niente e la musica se va bene è Jovanotti e se va male è Pupo. Ero anche stanco di un paese nel quale è normale non essere pagati per il proprio lavoro o essere pagati con anni di ritardo, di un paese arrogante con i cittadini e indulgente con una classe politica che come italiano mi mette in imbarazzo, maggioranza o opposizione fa lo stesso.
E IN GERMANIA?
Qui è l'opposto dell'Italia, sia per quanto riguarda i miei interessi professionali e personali, sia per una sostanziale correttezza nei rapporti di lavoro; in particolare Berlino è una sorta di città sospesa, pienamente tedesca eppure culturalmente autonoma, accogliente ma non ricca, con una libreria ogni trecento metri e finestre dalle quali d'estate esce la musica di chi anziché passare il sabato sera nei localini preferisce invitare gli amici a suonare un quartetto di Beethoven. Così ho preso la mia attività di produzione di libri e dischi e l'ho trasferita armi e bagagli a Berlino, ricominciando quasi da capo.
DOVE ABITI?
Prima abitavo a Charlottenburg, adesso a WIlmersdorf, quartieri della vecchia Berlino ovest, luoghi residenziali diciamo normali, silenziosissimi e tranquilli: e siccome per fare i libri ci vuole silenzio e serenità non ho avuto dubbi su dove trovar casa.
EAST OR WEST?
Chi si prenda la briga di salire in macchina e visitare qualche città o paese della vecchia Germania est può ancor oggi rendersi conto delle orribili condizioni di vita che il comunismo ha imposto. Quindi Ovest, sicuramente e senza alcun dubbio.
HAI UN TUO ANGOLINO SEGRETO?
Forse la Packstation sotto casa... Le Packstation sono chioschi disseminati in tutte le città della Germania da cui si possono spedire e ricevere pacchi a ogni ora del giorno e della notte. Quella breve passeggiata solitaria e di solito notturna alla Packstation quando arriva la mail che annuncia l'arrivo di quel certo libro o disco è un momento consumistico intimo che mi mette sempre di buon umore...
C'È QUALCOSA CHE TI MANCA DELL'ITALIA?
Niente. Non è cinismo a buon mercato, io stesso nei primi tempi mi stupivo di questa serenità, ma parlando con amici fuggiti anche loro all'estero, chi a Londra, chi negli Stati Uniti, chi persino in Australia ho scoperto di non essere da solo a non provare alcuna nostalgia.
E COSA INVECE SI PUÒ FARE SOLAMENTE A BERLINO
Non saprei, Berlino, come forse Stoccolma od Oslo, è una sorta di cellula staminale urbana, permette di fare ed essere ciò che si sente come proprio, permette di pensare a se stessi e di non dover pensare al luogo in cui vivi: come ciclista sei il padrone delle strade, le università sono quasi gratuite, le biblioteche dei paradisi in terra. Attenzione però, Berlino non è una cuccia, se non si ha un progetto di vita o di lavoro che richieda silenzio e concentrazione, se si cerca solo un luogo accogliente nel quale abbandonarsi, la delusione è assicurata.
QUAL È IL SUO ODORE?
Dipende dal quartiere e dal giorno della settimana: si va da un'aria purissima d'alta montagna quando c'è vento a interessanti ristagni di frittura turca verso sera, a un lieve ma persistente odore di spazzatura quando è già qualche giorno che non passano a svuotare i cassonetti del "biologico".
CHE COSA NON TI PIACE?
Forse i dentisti, di mano pesante e che non tengono in gran conto l'anestesia né i lamenti del paziente...
QUESTI CINQUE ANNI "TEUTONICI" TI HANNO INSEGNATO QUALCOSA?
Questi anni niente di particolare: per contro è stata soprattutto la cultura tedesca da Lutero in poi a farmi diventare quel che sono, con la sua musica, la sua filosofia e letteratura, e di questo non posso che essere grato alla Germania
da "Urban", 85, febbraio 2010; riprodotto con autorizzazione di Urban - gruppo City Italia spa